[aditi] fuori da Google Drive
Questo post è un po' surrettiziamente appoggiato in questo blog dedicato ad altro. La cosa ha un senso anche se non sarà immediatamente chiaro.
Oggetto di questo post è documentare il passaggio, o per meglio dire la liberazione dei miei file da Google Drive, con l'obiettivo di abbandonare progressivamente tutta la piattaforma di Google (compresa la posta).
Per raggiungere l'obiettivo ho dovuto fare dei passi preliminari, come installare un server fisico preso in affitto da un provider e condiviso solo con 3 amici e installarlo ex-novo da cima a fondo (ma lascerò questi dettagli ad un altra occasione).
Quando alla migrazione dei file da Google Drive a Nextcloud è stato tutto molto semplice.
Con il servizio di Takeout è stato possibile scaricare un grande archivio con tutti i file presenti nel Drive (anche quelli che non pensavo di avere). Una volta attesa la creazione di questo file, scaricato e scompattato sul descktop, prima ho eliminato le directory che non volevo fossero caricate su NextCloud come ad esempio un backup di foto del mio smartphone che sinceramente non ricordavo di aver mai fatto e che non compare nell'elenco dei file del Drive, ma in una apposita sezione dell'interfaccia. Ho anche cancellato una directory contenente un precedente file di Takeout e altre cose 'appoggiate' nel Drive (e della cui esistenza mi ero totalmente dimenticato).
Una volta ripuliti i file da caricare ho semplicemente usato rsync per caricarli su Nextcloud:
rsync --delete -av --progress --stats Drive/ hillel:/var/snap/nextcloud/common/nextcloud/data/username/files/Google_Drive/
Da questa linea di comando si capiscono un paio di cose:
hillelè il nome del mio server; le configurazioni che ne permettono l'accesso sono nel file$HOME/.ssh/configpiù o meno in questa forma:
Host *
ForwardAgent no
ForwardX11 yes
KeepAlive yes
VisualHostKey yes
IdentitiesOnly=yes
Host hillel
Hostname 12.23.34.45
User username
IdentityFile ~/.ssh/id_rsa
- In questo server,
Nextcloudè stato installato via SNAP, quindi i file si trovano nelle directory opportune.
Dopo l'operazione di rsync i file non saranno visibili dall'interfaccia di Nextcloud. Sarà necessario il comando di rescan in questo modo:
sudo nextcloud.occ files:scan --all
Incredibilmente non c'è bisogno di altro per la migrazione ma il passaggio è tutt'altro che indolore. Una volta sul disco di nextcloud i file sono leggibili dalla suite da ufficio installata (openoffice o collabora online), con le ovvie idiosincrasie rispetto alla formattazione, funzioni specifiche e via dicendo.
Visto il mio utilizzo pressoché basico di questi strumenti, e il poco interesse a salvare tutto, me ne sono interessato il giusto, ma se la piena funzionalità di questi file fosse determinante allora bisognerebbe fare maggiore attenzione (file per file) a verificare il risultato dell'importazione.
Arrivati fin qui vengono le dolenti note, perché tanto semplice Google ha reso l'operazione di esportazione dei propri dati dalle sue piattaforme, quando difficile ha reso l'operazione di cancellazione di questi dati dalle sue applicazioni. Vanno cancellati praticamente ad uno ad uno, o almeno a piccoli gruppi, con l'unico aiuto di poter cancellare le directory con tutto il loro contenuto, e comunque le operazioni di cancellazione sono lunghe non necessariamente vanno in porto. Insomma si perderà un po' di tempo per accertarsi di aver veramente ammazzato quello che avete in quelle directory (salvo poi scoprire che talvolta Google lo rimette e impone di ricominciare). Potrebbero anche arrivare messaggi di posta allarmati sul fatto che i file sono stati cancellati e via dicendo. Non mollare!
Con un po' di determinazione comunque si può arrivare in fondo all'operazione e abbandonare Google Drive.
